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domenica 10 novembre 2013

Non passerai.




Marco Mengoni ( foto dal web )


E bravo Marco.

Adesso ti stiamo esportando anche all'estero. Ed io sono tanto contenta.
Del resto se sono una tua fan accanita dal lontano 2009 ( quanto ti ho votato ad XFACTOR porcaccia) questa è la riprova. Non potrebbe essere altrimenti.

Un gran bell'album il tuo ultimo. Le canzoni sono gradevoli, ottimo sound, bei testi.
Una sola caduta: Cremonini. Ma nessuno è perfetto.
Mi piace tantissimo il tuo ultimo singolo.
Poi che tenerezza il cartone in giro per Parigi.
Spero non passi la passione che hai per la musica.
Che non passi mai.
Come i grandi amori che, anche se finiscono, ci portiamo dietro. Non passano mai.



A questo incrocio 
dimmi dove si va 
con un passo in più. 
Tu che forse un po' 
hai scelto di già 
di non amarmi più. 
E come quadri appesi 
leve senza pesi 
che non vivono. 
Come quando c'era 
una vita intera 
due che si amano.

E salgo ancora in alto perché 
è lì che c'eri tu. 
Ma ora serve il coraggio per me 
di guardare giù. 
E non c'è niente che resiste 
al mio cuore quando insiste 
perché so che tu non passerai mai, 
che non passerà 
(non passerai) 
non mi passerai 
(non passerai).
Ok allora adesso confesso 
non avevo che te. 
Come faccio a vivere adesso 
solo, senza te? 
E senza i tuoi sorrisi 
e tutti i giorni spesi 
oggi che non c'è. 
E che è una porta chiusa e 
nessun'altra scusa da condividere.
E salgo ancora in alto perché 
è lì che c'eri tu. 
Ma ora serve il coraggio per me 
di guardare giù. 
E non c'è niente che resiste 
al mio cuore quando insiste 
perché so che tu non passerai mai, 
che non passerà 
(non passerai) 
non mi passerai 
(non passerai).
E quanto amore mancherà 
e troppo rumore in un giorno 
che non va. 
E non posso comprendere 
che non passerà.
E salgo ancora in alto perché 
è lì che c'eri tu. 
Ma ora serve il coraggio per me 
di guardare giù. 
E non c'è niente che resiste 
al mio cuore quando insiste 
perché so che tu non passerai mai, 
che non passerà 
(non passerai) 
non mi passerai 
(non passerai)

http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=pueM0-QJjCg

martedì 3 settembre 2013

E se ci riprovassimo a partire con il piede giusto?




Foto presa dal web

E va bene, siamo rientrati dalle vacanze.
Le aspettiamo per tutto l'anno e poi? Passano veloci sul nostro cielo come stelle cadenti.
Io amo l'estate e vi sembrerà strano. amo anche il lento declino che la porta via, in settembre.

Spero di potere assaporare ancora dei giorni caldi e succosi come una pesca profumata.
Non eccessivi, non afosi.
E poi spero di poter vedere ancora, quei cieli tersi che all'imbrunire rendono persino Milano, quasi magica.

Oggi ho ripreso l'attività lavorativa e come mi ero  ripromessa, ho cercato di farlo lentamente, con un po' di SLOW.
Sto cercando di fare mia la filosofia slow.
Un passo leggermente più lento e consapevole. Nel cercare di apprezzare la vita a tutto tondo senza lasciarsi trascinare dalla "velocità" contemporanea che ci rende tutti elementi euforici di un  agoritmo impazzito.

Forse sono sotto i benefici influssi delle mie vacanze.
Forse sono ancora in vacanza con la testa.
Forse sono fantasie di una eterna ragazza, che vede "nuvole in viaggio".
Chissà.
Di certo non faccio elenchi, nè propositi in relazione al nuovo anno che sta iniziando.
Quello che arriverà, buono o cattivo che sia, cercherò di accettarlo senza farmi prendere dalle mie solite ansie.
Che poi patisco troppo.

Ci sono cose nuove, e nuovi viaggi da intraprendere.

E voi? 
Come è andata la vostra estate?
Avete programmi?
O non li fate, esattamente come me?





venerdì 12 luglio 2013

Un intero libro di abbracci








Abbraccio tra Obama e Michelle 





Il fotografo americano Richard Renaldi, è uno dei grandi della fotografia mondiale contemporanea.
Le sue foto sono esposte in tutto il mondo e moltissime sono state le sue mostre fotografiche.
La sua ultima fatica è un progetto singolare e provocatorio chiamato "Touching Strangers" ovvero toccare gli sconosciuti.
Per anni ha convinto perfetti sconosciuti a toccarsi e abbracciarsi, per fotografarli.
Per gli americani che in particolar modo difficilmente si sfiorano e vanno oltre la stretta di mano, è stata una sfida.
Per oltre sei anni, Renaldi ha girato gli Stati Uniti sfidando questo tabù tipicamente americano e costringendo la maggior parte delle persone coinvolte a fare un passo avanti cercando di arrivare alla reciproca comprensione.
Non è stato facile ma i risultati sono evidenti nel libro che uscirà il prossimo anno.
Sembra chiaro che la gente, dopo alcuni momenti di disagio, ha avuto davvero voglia di superare le barriere dettate da educazione e da imbarazzi, scoprendo la forza terapeutica dell'abbraccio.


A noi italiani invece ci scappa da ridere. Le effusioni sono il nostro pane quotidiano.
Questi americani, sempre a scoprire l'acqua calda!



giovedì 4 luglio 2013

Una canzone bella da impazzire.





Copertina Random Access Memories - Daft Punk





Non c'è molto da dire.
Sto ascoltando il loro cd ad oltranza. lo trovo favoloso.
Il duo elettronico francese mi ha sedotto. 
Sarà la colonna sonora della mia estate.

Volevo solo condividere.
Dai che si balla!





lunedì 10 giugno 2013

Una risata vi seppellirà.




Senza parole (google images)




Ho appena letto questa notizia che mi ha messo di buon umore. ( Si fa per dire).

Che esserlo di lunedì mattina è già un'impresa.
Si tratta di una  scoperta dei soliti capoccioni americani, i quali non sapendo come spendere i soldi che stanzia il governo americano per le ricerche più assurde ( ce li dessero a noi che ne abbiamo di cose da sistemare ) si sono spesi per la ricerca della serenità attraverso la terapia del sorriso.

Non so se vi capita ma, a me spesso succede.
Di dovermi scontrare con persone che, prevenute per ragion presa, sono sempre arrabbiate contro il mondo.
E allora, buttano fuori questo veleno in ogni occasione possibile. Sto parlando di gente frustrata e infelice, chiaramente.
Persone che, non hanno altro da fare nella vita che sputarlo addosso agli altri, quando si accorgono che riescono a godersi la vita e ad essere più sereni di loro.
Magari se non fossero invidiosi degli altri, sarebbe tutto più semplice no?
Allora consiglio questo "studione" americano.
Un meccanismo con cui scatenare la risata con scopi ludici o terapeutici.
Solo che si parte da situazioni negative.
Secondo la ricerca infatti, sono i problemi anche gravi e le situazioni difficili che possono essere ribaltati in maniera tale da risultare quasi comici e scatenare una risata.
Pertanto dico ai simpatici aggressori della serenità altrui: pensate alle vostre disgrazie e dico, le vostre.
Poi fatevi sopra una bella risata.
Secondo gli americani, vi passa tutto.
Anche la rabbia intrinseca. Anche la voglia di avercela contro il mondo.
E MAGARI la piantate, di rompere i coglioni agli altri.

Forza e buon lunedì a tutti!

giovedì 6 giugno 2013

Baciami e portami a ballare






E' il nuovo singolo di Alex Britti.
Non c'è nulla da fare da quando l'ho ascoltato non esce più dalla mia testa.
Trascinante, direi che una bella canzone oggi, ci sta proprio bene.









Mi viene incontro la notte quando cercavo di evitare l'impatto si dice porta consiglio ma è solamente un altro sporco ricatto di quando andavo in vacanza è solo un vecchio ricordo abbandonato a sè 
e se non porto pazienza mi ritrovo da solo con la notte più lunga che c'è 
apro una pagina nuova per dare un freno a questa italia che avanza è un periodo cupo molte chiacchiere ma poca sostanza mi viene incontro la vita e la ricevo sconvolto dalla vita che già c'era in me e mi ritrovo basito in questo mondo di matti che per matti una cura non c'è 
e allora baciami e portami a ballare tu che sai come arricchire i giorni miei fa che sparisca tutto il male tu che sai farmi ritornare in me... oh ohhh 
mi viene incontro la strada dopo vent'anni che ci stavo correndo cosa vuoi da me? m'ha domandato quasi quasi ridendo quanti chilomentri andati, quante notti al volante inseguendo un sogno a metà adesso che sono grande, faccio ancora domande, non si ferma la curiosità 
e allora baciami e portami a ballare tu che sai come riempire i giorni miei fa che sparisca tutto il male tu che sai farmi ritornare in me 
e allora fa che sparisca la nebbia e la luna tornerà a brillare fa che ritorni il sorriso nei pomeriggi da dimenticare fa che ritorni il lavoro e l'entusiasmo dei giorni migliori e poi fa che ritorni la gioia e che si riaccendano tutti i motori baciami e portami a ballare tu che sai come cambiare i giorni miei fa che sparisca tutto il male tu che sai farmi ritornare in me oh ohhh



Che forse, l'estate sta arrivando?



domenica 2 giugno 2013

AVETE IMPEGNI PER SETTEMBRE?









Io sì.
Torno all'Arena di Verona, per gli unici concerti che Luciano Ligabue terrà in Italia nel 2013.
Il 16-17-19 e 20 settembre prossimi. 
Io andrò il 20 settembre.
Non so se basteranno le date, il popolo del web su Bar Mario si è già scatenato esaurendo in due giorni di prevendita, tutti i posti resi disponibili grazie alla macchina da guerra che è il suo fan club.

SONO GIA' PRONTA, LA SOLITA MARI, LA SOLITA MAGLIETTA CHE USO AI SUOI CONCERTI, IL SOLITO TIFO DA STADIO.
E TORNERO' SENZA VOCE, AL SOLITO.

Intanto lui prepara il nuovo disco, in uscita a novembre.
Però avrei qualcosa da dire sul nuovo look. Va benissimo il brizzolato, ci sta.Non aveva senso il capello colorato. E lunghi e brizzolati sinceramente, sarebbe un vero orrore.

Chiudo un occhio sulla giacca, troppo Keith Richards per i miei gusti.
Il ragazzo fa il rocker duro ma in realtà è tutto casa, famiglia e qualche bicchiere di lambrusco. Mettiamoci pure qualche popcorn e molto Elvis.

Infine, la collana intrecciata.
Gliela strapperei.
Ma chi gli dice come vestirsi? Non c'è nulla da fare, da sempre il suo punto debole.
Che testaccia.E' un indomabile. Però fa veramente cagare sta roba.
Anche se rispetto ai primi anni...
Ve lo ricordate?
Per rinfrescarvi la memoria vi lascio il pezzo sotto!










giovedì 9 maggio 2013

Buon Compleanno Piccolo Principe!




E' il libro del mio cuore.
Non si allontana mai dal mio comodino. Ho la versione in italiano e in francese, quella Pop Art e quella magnifica, in napoletano.
Ognuno dei miei nipoti avrà in regalo questo libro, appena sarà in grado di leggerlo.
E' la carezza della mia anima, la certezza che non smetteremo mai di essere un po' bambini fintanto lui ce lo ricorderà.

"Perchè non si vede bene che con il cuore, l'essenziale è invisibile agli occhi".

Buon compleanno compagno di vita. Sono settanta anni che ci accompagni, insegnandoci la verità con semplici e incredibili parole.
Grazie Antoine, dall'eterna bambina che è in me.







domenica 5 maggio 2013

Perchè io danzo




Lorenzo Jova Cherubini ( google Images)







Ci ascoltano al telefono.
Ci guardano i satelliti.
Ci intasano nel traffico.
Controllano gli artisti.
Ci rubano le password.
Ci frugano nel bancomat.
Ci irradiano.
Ci scannerizzano.
Ci perquisiscono.

Eppure non mi sono mai sentito così libero.
Eppure non mi sono mai sentito così libero.

Perché io danzo.
Perché io danzo.
Sulla frontiera.
Sulla frontiera.

Ci sommano le cellule
controllano i rifiuti.
Ci spiano le telecamere piazzate sui semafori.
Ci seguono col radar.
Ci usan per i calcoli.
Controllano le cose che guardiamo alla parabola.

Eppure non mi sono mai sentito così libero.
Eppure non mi sono mai sentito così libero.

Perché io danzo.
Perché io danzo.
Sulla frontiera.
Sulla frontiera.

Ci esaminano il sangue.
Ci prendono le impronte.
Ci scattano una foto quando attraversiamo il ponte.
cControllano le cose che si fanno la domenica.
Ci fanno propaganda elettorale nella predica.
Ci impongono censure sulle cose da sapere.
Ci danno indicazioni sulle fonti di piacere.
Ci dicon cosa bere.
Ci copiano lo stile.
Ci giudicano in base a quale zona uno vive.
Restiamo in fila ore per passare alla dogana.
Ci timbrano la mano per uscire dal locale.
Ci istigano ad essere nemici di qualcuno.
Ci insinuano sospetti sugli affari del vicino.

Eppure non mi sono mai sentito così libero.
Eppure non mi sono mai sentito così libero.

Perché io danzo.
Perché io danzo.
Sulla frontiera.
Sulla frontiera.
Perché io danzo.
Perché io danzo.
Sulla frontiera.
Sulla frontiera.
Sulla frontiera.
Sulla frontiera.

Tra i medriochistan
Tra i privatistan
e i massmedistan
Tra i passatistan
e i futuristan
Tra i giornalistan
e i realitystan
Tra i doloristan
e i piaceristan
Tra i localistan
e i globalistan
Al centro dell'umanistan
Io danzo
Io danzo
Io danzo
Io danzo
Sulla frontiera
Sulla frontiera
Sulla frontiera
Sulla frontiera
Sulla frontiera



Questa canzone non ha bisogno di altro. E' perfetta.
Sempre più spesso ho bisogno di caricarmi e allora la faccio partire.
E danzo.
Poi mi sento più leggera, perchè io danzo. Sulla Frontiera.Insieme a voi.






mercoledì 1 maggio 2013

Sul Primo Maggio




" LAVORO E' VITA LO SAI E SENZA QUELLO ESISTE SOLO PAURA E INSICUREZZA"
(JOHN LENNON)




Lavoravo in azienda, negli anni '90. Forse ne avevo già parlato, altrove.
Lavorando nel mondo dei grafici, la crisi dell'editoria cominciò a mordere e dopo anni di bagordi, cominciarono i problemi. Le commesse delle grandi case editrici diminuirono e quasi tutte le grandi proprietà del mondo editoria, cominciarono ad allestire al loro interno e con il loro personale la parte litografica.
Questo fece sì, che nel giro di brevissimo tempo, ci ritrovammo a vivere tempi bui. Partì la cassa integrazione a rotazione e poi la mobilità. E così si vivacchiò per circa quattro anni. Poi le cose cominciarono a muoversi, grazie ad alcuni investimenti nella sezione photoshop che portò a nuova linfa. Ci sembrava che il periodo di crisi fosse passato. Arrivò la doccia fredda della riduzione del personale (settore tecnici) quasi all'improvviso.
Ci riunirono insieme alle forze sindacali che erano già al corrente e ci dissero che quattro persone, tra i nostri colleghi, dovevano rimanere a casa, ma che avrebbero fatto scegliere a noi.
Eravamo annichiliti, per la notizia e per la crudeltà.
Non ascoltammo le forze sindacali, che ci consigliarono vivamente di accettare.
Dopo brevissimo tempo, facemmo alla dirigenza una proposta diversa.
Ci saremmo autoridotti lo stipendio tutti, in modo tale che, fosse alla pari con il costo aziendale dei nostri quattro colleghi.
Quello stesso giorno strappai la mia tessera CGIL e non volli più saperne di sindacati e di lotte politiche sterili e omertose, conniventi con la dirigenza.

Non ho mai dimenticato, i volti dei miei colleghi del reparto grafico, quando fu fatta la proposta alla proprietà, che l'accettò.
Si aspettavano una lista nomi, una condanna. Invece arrivò una scelta che rispettava il diritto di ognuno di noi al lavoro.
Purtroppo poi, le cose negli anni sono peggiorate, e quell'azienda non esiste più.

Ma pensando all'Italia si potrebbe partire da qui.

BUON PRIMO MAGGIO A TUTTI VOI.

sabato 13 aprile 2013

Un Papa di nome Francesco




Papa Francesco (foto Corriere della Sera)






Noi eravano scettici. Chi avrebbe preso il posto di Benedetto XVI avrebbe avuto un cammino difficile.
Per prima cosa doveva cercare di essere almeno un po' più simpatico.
Meno saccentone e studioso.
Più sorridente.
Meno tedesco, molto meno tedesco.

Ma con una capoccia così. Rimbocco di maniche e via pedalare, cercando di spazzare fuffa e ragnatele,da una Casa fin troppo abusata.
E di dare qualche bel calcione nel sedere a qualcuno. Anzi a tanti.

E chi si affaccia dal balcone? (ogni volta che penso ai balconi mi vengono i sudori freddi dietro la schiena).

Uno sorridente e giocoso, che esordisce con una frase da televisione, uno che avresti potuto incontrare al ristorante per caso e dividerti la cena.Uno apparso come lo zio arrivato da lontano.
Sorride, parla con un accento tanto caro al nostro cuore, noi italiani ci sentiamo tutti sudamericani.
Stupisce, dicendoci che siamo andati a prenderlo alla fine del mondo.
E poi, con una ferma consapevolezza, ci zittisce tutti, per oltre un minuto.
Il far star zitti milioni di italiani e milioni di persone al mondo, facendoli riflettere e pensare all'Amore quello alto, il più grande, l'ho visto come la sua prima grande impresa.
E allora ho pensato che, ce la poteva fare.
Ce la può fare. Un bel giro di vite là, un mattoncino solido di qua.
Anche un consiglio di prelati per aiutarlo in un compito per nulla facile.
La revisione della Costituzione Apostolica Pastor Bonus.
Non perde tempo lui.

Senza alterigia, senza supponenza.
Inginocchiandosi, sdraiandosi, elevandosi.
Ho riconosciuto la vera umiltà e la vera grandezza.
Tutta nella sua semplicità.
Tutta nel suo nome.

FRANCESCO.

Informazioni personali

La mia foto
Ho amato la scrittura fin da quando ho cominciato a leggere e avevo solo cinque anni. Scrivo perché mi scappa da scrivere e sono consapevole che non mi libererò mai dalla meravigliosa seduzione delle parole.