| Papa Francesco (foto Corriere della Sera) |
Noi eravano scettici. Chi avrebbe preso il posto di Benedetto XVI avrebbe avuto un cammino difficile.
Per prima cosa doveva cercare di essere almeno un po' più simpatico.
Meno saccentone e studioso.
Più sorridente.
Meno tedesco, molto meno tedesco.
Ma con una capoccia così. Rimbocco di maniche e via pedalare, cercando di spazzare fuffa e ragnatele,da una Casa fin troppo abusata.
E di dare qualche bel calcione nel sedere a qualcuno. Anzi a tanti.
E chi si affaccia dal balcone? (ogni volta che penso ai balconi mi vengono i sudori freddi dietro la schiena).
Uno sorridente e giocoso, che esordisce con una frase da televisione, uno che avresti potuto incontrare al ristorante per caso e dividerti la cena.Uno apparso come lo zio arrivato da lontano.
Sorride, parla con un accento tanto caro al nostro cuore, noi italiani ci sentiamo tutti sudamericani.
Stupisce, dicendoci che siamo andati a prenderlo alla fine del mondo.
E poi, con una ferma consapevolezza, ci zittisce tutti, per oltre un minuto.
Il far star zitti milioni di italiani e milioni di persone al mondo, facendoli riflettere e pensare all'Amore quello alto, il più grande, l'ho visto come la sua prima grande impresa.
E allora ho pensato che, ce la poteva fare.
Ce la può fare. Un bel giro di vite là, un mattoncino solido di qua.
Anche un consiglio di prelati per aiutarlo in un compito per nulla facile.
La revisione della Costituzione Apostolica Pastor Bonus.
Non perde tempo lui.
Senza alterigia, senza supponenza.
Inginocchiandosi, sdraiandosi, elevandosi.
Ho riconosciuto la vera umiltà e la vera grandezza.
Tutta nella sua semplicità.
Tutta nel suo nome.
FRANCESCO.
