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venerdì 4 ottobre 2013

Bevvi un sorso di vita




Bevvi una sola sorsata di vita.
Vi dirò quanto la pagai:
precisamente un'esistenza.
E' questo il prezzo sul mercato, dicono.
Mi pesarono, granello per granello
E bilanciarono fibra con fibra.
Poi mi porsero il prezzo del mio essere:
un solo sorso di cielo.

(Emily Dickinson)



A tutti i nostri amici che arrivavano dal mare.
E che il mare si è portato via in una notte sola.

A Lampedusa, isola speciale.
Alla sua gente, ancora più speciale.
Agli italiani che non siano più lasciati soli, nell'accoglierli.
A chi potrà raggiungerci per farsi abbracciare e aiutare.











mercoledì 29 maggio 2013

Chiamatemi strega



Franca Rame




CHIAMATEMI STREGA 

Non importa chi sono. Non importa come mi chiamo. Potete chiamarmi Strega.

Perché tanto la mia natura è quella. Da sempre, dal primo vagito, dal primo respiro di vita, dal primo calcio che ho tirato al mondo.
Sono una di quelle donne che hanno il fuoco nell’anima, sono una di quelle donne che hanno la vista e l’udito di un gatto, sono una di quelle donne che parlano con gli alberi e le formiche, sono una di quelle donne che hanno il cervello di Ipazia, di Artemisia, di Madame Curie.
E sono bella! Ho la bellezza della luce, ho la bellezza dell’armonia, ho la bellezza del mare in tempesta, ho la bellezza di una tigre, ho la bellezza dei girasoli, della lavanda e pure dell’erba gramigna!
Per cui sono Strega.
Sono Strega perché sono diversa, sono unica, sono un’altra, sono me stessa, sono fuori dalle righe, sono fuori dagli schemi, sono a-normale…  sono io!
Sono Strega perché sono fiera del mio essere animale-donna-zingara-artista e … folle ingegnere della mia vita.
Sono Strega perché so usare la testa, perché dico sempre ciò che penso, perché non ho paura della parola pericolosa e pruriginosa, della parola potente e possente.
Sono Strega perché spesso dò fastidio alle Sante Inquisizioni di questo strano millennio, di questo Medioevo di tribunali mediatici e apatici.
Sono Strega perché i roghi esistono ancora e io – prima o poi – potrei finirci dentro.




CIAO FRANCA


martedì 2 aprile 2013

La solitudine del Presidente Napolitano



Il Presidente Giorgio Napolitano




Non doveva finire così il suo settennale governativo. Non doveva questo nostro grandissimo Presidente, forse il più grande dopo De Gasperi e Pertini, essere lasciato solo alla guida di un paese allo sbando che molteplici volte ha cercato di salvare. Ha definito questa fine mandato come surreale. Gli sono piovute addosso critiche assurde da tutte le parti politiche. Quelle stesse parti politiche che, dopo 44 giorni non sono state in grado di trovare un accordo per formare un nuovo governo.
Mi spiace Presidente, tu questa" italietta" non te la meriti.E di sicuro noi italiani  non ci  meritiamo un Presidente così.

Informazioni personali

La mia foto
Ho amato la scrittura fin da quando ho cominciato a leggere e avevo solo cinque anni. Scrivo perché mi scappa da scrivere e sono consapevole che non mi libererò mai dalla meravigliosa seduzione delle parole.